Comunicare con l’intelligenza artificiale: il nuovo codice linguistico che ogni leader deve padroneggiare
C’è una verità che vale da sempre nella leadership: la qualità delle tue decisioni dipende dalla qualità delle tue domande.
Oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale, questa verità è ancora più potente. Perché comunicare con l’AI non è una competenza tecnica da lasciare agli sviluppatori. È una competenza strategica che richiede un vero e proprio nuovo codice linguistico.
L’illusione più pericolosa: “tanto l’AI capisce”
Quante volte l’hai sentito dire?
- “Ho provato ChatGPT, ma non funziona.”
- “Il risultato era troppo generico.”
- “Non mi serve, fa sempre le stesse cose.”
Il problema non è lo strumento. È il codice di comunicazione che stai usando.
L’AI non comprende nel senso umano del termine. Risponde esattamente a come viene interrogata, quali informazioni riceve, quale linguaggio usi. Non ha contesto umano, intenzioni o responsabilità.
Quando un leader mi dice “l’AI non funziona”, so già che sta usando il codice linguistico sbagliato.
Dalla PNL al nuovo codice linguistico per l’AI
Come esperto di PNL, ho sempre utilizzato strumenti linguistici potenti: il meta modello, le presupposizioni linguistiche, i sistemi rappresentazionali.
Lavorando con l’intelligenza artificiale ho scoperto che serve un nuovo codice linguistico — uno che prenda il meglio della PNL ma lo adatti a una realtà comunicativa radicalmente diversa.
La mappa È il territorio
Una delle presupposizioni fondamentali della PNL è: “la mappa non è il territorio“. Con le persone questo significa che ognuno interpreta la realtà a modo suo.
Con l’AI accade qualcosa di completamente diverso: la mappa È il territorio.
L’intelligenza artificiale lavora esclusivamente sui dati ricevuti e sulle informazioni che le fornisci tu. Per l’AI, la mappa che le dai è l’unica realtà possibile. Se non espliciti qualcosa nella tua richiesta, semplicemente non esiste.
L’esito della comunicazione è dato dalla risposta che ottieni
Un’altra presupposizione della PNL che con l’AI diventa ancora più vera: l’esito della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni.
Con le persone, questa presupposizione ti invita ad assumerti la responsabilità della comunicazione. Con l’AI questo principio è radicale al 100%.
L’AI non chiede chiarimenti, non interpreta intenzioni, non colma vuoti. Se l’output non è quello che volevi, il problema è nel modo in cui hai comunicato.
Questo rende la comunicazione con l’AI un banco di prova spietato ma prezioso: ti mostra esattamente quanto sei chiaro nel tuo pensiero.
Dal meta modello agli strumenti linguistici per l’AI
Il meta modello della PNL recupera informazioni cancellate, distorte o generalizzate nella comunicazione umana. Quando qualcuno dice “tutti lo fanno”, chiedi: “Tutti chi, esattamente?”
Con l’AI, devi applicare il meta modello preventivamente, su te stesso.
Prima di fare una richiesta, chiediti:
- Ho cancellato informazioni? Cosa sto dando per scontato?
- Ho generalizzato? Sto usando termini vaghi senza definirli?
- Ho distorto? Sto presupponendo significati che l’AI non può ricostruire?
Il nuovo codice linguistico è quindi un’applicazione autocritica del meta modello: ripulisci il tuo pensiero prima di tradurlo in parole per la macchina.
Strumenti linguistici essenziali
Padroneggiare questo codice significa sviluppare competenze specifiche:
Specificità contestuale — Il contesto va esplicitato completamente: ruolo, scopo, vincoli, criteri di qualità.
Struttura logica esplicita — Ogni passaggio deve essere esplicito e sequenziale.
Linguaggio operativo — Verbi d’azione, risultati misurabili, criteri verificabili.
Validazione critica — Valida sempre l’output prima di utilizzarlo.
Il coaching come palestra del nuovo codice
Il coaching sviluppa esattamente le competenze necessarie:
- Chiarezza del pensiero
- Obiettivi specifici e misurabili
- Consapevolezza linguistica
- Responsabilità personale
Un leader che ha lavorato su di sé attraverso il coaching si riconosce subito quando usa l’AI: formula richieste precise, fornisce informazioni complete, riconosce incongruenze negli output, usa l’AI come supporto, non come stampella.
Il pericolo invisibile
L’AI può produrre output formalmente corretti, logicamente coerenti e ben scritti, ma strategicamente sbagliati.
Questo succede quando il codice di comunicazione è impreciso. Il leader che non lo padroneggia finisce per delegare senza controllo, accettare output senza validarli e prendere decisioni su informazioni parziali.
E qui la leadership si indebolisce invece di rafforzarsi.
La responsabilità resta tua
Facciamo chiarezza: l’AI non decide. Decide il leader. Sempre.
Padroneggiare il nuovo codice linguistico non è un atto operativo. È un atto di leadership.
Il leader che sviluppa questo codice aumenta la qualità delle decisioni, riduce il rischio di abbagli, mantiene il controllo strategico e rafforza la propria autorevolezza.
Comunicare con l’intelligenza artificiale significa padroneggiare un nuovo codice linguistico che diventerà fondamentale per la leadership.
I leader che sapranno integrare le competenze della PNL con questo nuovo codice, leggere criticamente gli output e trasformare il coaching in una palestra di comunicazione avanzata avranno un vantaggio competitivo enorme.
Nel prossimo articolo: come leggere, validare e utilizzare gli output dell’AI nel decision making, evitando errori e illusioni di controllo.
Riccardo Pullarà
Concordo su ogni parola Roberto! Mai descrizione più accurata! L’AI può diventare un propulsore evolutivo enorme, per chi è pronto a mettersi in gioco e fare il salto.